martedì 22 maggio 2018

L'EUROPA E LA CULTURA ARABA

Il mondo musulmano manifesta una grande vitalità culturale.

I dotti musulmani rielaborano le teorie di Platone e Socrate. Scienziati islamici compiono progressi in campi come l'alchimia, la fisica, l'astronomia. Rilevante è il contributo nella matematica: è agli arabi che si deve il sistema numerico oggi utilizzato. Inoltre l'algebra deve il suo nome al titolo di un libro di al-Khuvaritzmi, matematico iraniano, così come il termine algoritmo.

Nella città di Baghdad a Bassora si sviluppa la letteratura araba che ha forti intenti pedagogici.

A originali indiani risale Le Mille e una notte, importante testo letterario.
La letteratura indiana inoltre funge da collegamento tra cultura occidentale orientale.




La scola nell'islam

L'educazione nell'islam si richiama alla Sunna, un testo che riporta le parole e azioni di Maometto. Il credente dell'islam ha il dovere di istruirsi e istruire . L'istruzione si articola in tre livelli:
- ISTRUZIONE PRIMARIA: scuole elementari basate sulla memorizzazione dei versetti del Corano, la conoscenza della lingua araba, grammatica, calcolo e conoscenza delle tradizioni.
- ISTRUZIONE SECONDARIA: si acquisiscono abilità manuali competenze specifiche come letteratura, predicazione, medicina, geometria, commercio, artigianato, ecc.
- ISTRUZIONE SUPERIORE: riservata ai maschi di alti ceti, impartita nelle moschee e poi nella madrasa, cioè un collegio nel quale convivono studenti e insegnanti. Le discipline sono teologia, scienza coranica, filologia, metrica, retorica, logica. E' inoltre necessario conoscere le tradizioni e il calendario liturgico, relativo alle più importanti funzioni religiose. Nel corpus degli studi rientrano anche architettura, calligrafia, matematica e filosofia, storia, politica, etica, musica, medicina,  chimica, astronomia.




L'educazione nell'islam

Il Corano è un codice religioso, giuridico, morale e sociale quindi è anche un codice generale dell'educazione. Le raccomandazioni e i divieti del Corano non sono destinati al bambino immaturo, ma al bambino responsabile o all'adulto responsabile del bambino.

L'islam raccomanda una formazione complessiva dell'essere umano:corpo, ragione, spirito, istinti e sentimenti.

Il bambino impara che esiste una vita dopo la morte e che riceverà un premio o una punizione secondo la condotta tenuta nella Dunyia, ovvero la vita terrena.

L'educazione è dunque contraddistinta da un impronta religiosa.


Maometto e l'Islam

La nascita dell'islam si deve al profeta Maometto, il quale avrebbe ricevuto una rivelazione da Dio (Allah). Il contenuto di questa rivelazione costituisce il Corano
Maometto trasmette 
oralmente il contenuto del Corano, i cui versetti vengono recitati a memoria e poi trascritti su supporti di fortuna (pergamena, legno, osso).
 Il Corano contiene precetti sulla società islamica e fissa gli obblighi fondamentali per un credente mussulmano, i cosiddetti 5 pilastri dell'islam:
- la testimonianza di fede;
- le cinque preghiere quotidiane;
- il pagamento di un imposta coranica;
- il pellegrinaggio al La Mecca;
- il digiuno del mese di Ramadan.


Mondo arabo preislamico e la tradizione orale

La civiltà araba si sviluppò nella penisola ebraica, grazie al profeta Maometto che fondò l'islam. All'interno di questa civiltà le conoscenze e le tradizioni venivano trasmesse oralmente. 
I poemi preislamici avevano un carattere pedagogico, ovvero quello di trasmettere ai ragazzi alcuni valori come l'amore per gli animali, carità, generosità e ospitalità. 
In una raccolta di poesie, viene infatti descritta una cammella come un'animale prezioso.


L'educazione del cavalliere

L'educazione cavalleresca è la prima forma di educazione laica imperniata sull'ideale cavalleresco. Importante, sull'epoca cavalleresca, è il poema della Chanson de Roland.
La formazione dei giovani aristocratici avviene spesso all'interno della famiglia dove imparano a leggere i testi sacri e a scrivere.
Al futuro cavaliere vengono insegnati lealtà e fedeltà. Egli infatti deve imparare a prendersi cura dei deboli e difendere la Chiesa.
Quindi le virtù morali e cristiane, insieme alla cortesia, sono fondamentali per il cavaliere.
Già dal VIII secolo la nomina del cavaliere avviene seguendo una tradizionale procedura: l'investitura, nella quale il neo cavaliere viene battuto sulla spalla con una spada.

La formazione cavalleresca inizia presto:
- a sette anni il ragazzo viene affidato al paggio;
- a quattordici anni viene inviato come scudiero in un castello;
- a ventun anni diventa un cavaliere.


L'INSEGNAMENTO IN OCCIDENTE E IN ORIENTE: SCUOLE EPISCOPALI, PARROCCHIALI, PATRIARCAL

I monasteri si caratterizzavano per i centri di formazione dei futuri monaci, dove i giovani apprendevano la lettura e la scrittura. Gradualmente le scuole monastiche cominciano ad accogliere anche gli allievi che non intendono pronunciare i voti.


Alcuni monasteri continuano però a presentare le scuole per chierici e per laici.
Il Concilio di Toledo del 527 rende ufficiale la nascita delle scuole ecclesiastiche e stabilisce che i futuri sacerdoti, vengano formati da un chierico presso le  case vescovili. Nascono così le scuole episcopali, dove è possibile accogliere anche i laici
Ad affrontare il numero non molto elevato di scuole interviene il concilio di Vaison del 529, che si prepone di stabilire le scuole parrocchiali, per la formazione dei futuri sacerdoti, anche nei centri poco abitati.
Sotto il governo di Giustiniano nel VI secolo, la Chiesa dell'impero d'oriente impone la  religione cristiana nelle scuole e il divieto d'insegnamento per gli ebrei e per i pagani. 


Il Maestro interiore

Questo secondo brano che chiude il maestro chiarisce il ruolo limitato ma importante del linguaggio rispetto alla conoscenza della verità. ...